| RIVISTA DI STUDI ITALIANI | |
| Anno XXIII , n° 1, Giugno 2005 ( Contributi ) | pag. 226-236 |
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LA SINEDDOCHE DELLO SFONDO. NOTE SU (A)TEMPORALITÀ E (DE)TERRITORIALIZZAZIONE NELL’OPERA DI IGNAZIO APOLLONI |
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| ALESSANDRO GAUDIO | |
| Università della Calabria | |
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Abstract: Da ingegno sottile che non conclude, Ignazio Apolloni trae dalle sue opere un proposito deliberato d'ironia, di dubbio, un ritegno dell'intelligenza che sembra prescriversi di non impegnarsi troppo a fondo. E però, il piccolo fatto significante, modo di accostamento o punto d'inserzione, non resta mai puntuale ma, considerato quale principio di sottile penetrazione prospettica, restituisce l'uniformità del paesaggio o lo sfondo del tempo; quando, invece, la scena appare sconnessa è perché l'autore sta chiedendo un supplemento interpretativo alla coscienza umana del lettore, per affrontare insieme la complessità di un reale che, seppur sfinito, continua a sfuggire da tutte le parti ed è, dunque, potenzialmente infinito. Parole chiave: Eccesso, anti-romanzo, ironia, senso comune, colmo, postmodernismo |
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