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Modern Italy
Journal of Modern Italian Studies
RIVISTA DI STUDI ITALIANI
Anno XXIII , n° 1, Giugno 2005 ( Contributi ) pag. 199-225

IL CAMMINATORE NELLE PIANURE.
IL DIARIO DI STRADA DI GIANNI CELATI
MASSIMO SCHILIRÒ
Università di Catania
Abstract:
La produzione narrativa di Gianni Celati, negli anni ottanta, concede largo posto al tema del viaggiare a piedi. Camminare è un arte, la cui cifra è la lentezza, in cui un soggetto solitario muove all'esplorazione degli interstizi della modernità; al ritmo del passo si conforma l'andamento narrativo, secondo l'archetipo del viaggio-racconto ordinato intorno a una sequenza di incontri. Il suo valore antropologico sta nel rapporto tra andare e nominazione delle cose e nella ricerca identitaria che esperisce la continuità dell'io-corpo nella variabilità del mondo. L'immersione nel paesaggio attiva una percezione polisensoriale (olfatto, vista, udito), ma la perdita di intelligibilità del mondo induce smarrimento percettivo. L'attraversamento delle pianure è così connotato in Celati diarista (Verso la foce) e narratore (Narratori delle pianure) dal disorientamento, come effetto dell'entropia e sentimento delle eterotopie. La strada e il fiume diventano metafore del vagabondaggio e forma letteraria (racconto-viaggio, journal de route).

Parole chiave:
Racconto, diario, strada, paesaggio, percezione, postmoderno
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